Elliot Fernandez

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Il Congresso di Vienna e la restaurazione dell’ordine europeo

Il Congresso di Vienna fu la conferenza che riunì le maggiori potenze europee dell'epoca. Fu presieduto dal principe von Metternich e si riunì a Vienna tra il 1° ottobre 1814 e il 9 giugno 1815.
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Elliot Fernández

Elliot Fernández

Ha una laurea in Storia presso l'Università Autonoma di Barcellona (2009) e un Master in Storia Mondiale presso l'Università Pompeu Fabra (2011).

10/09/2021 | Ultimo aggiornamento:

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Contenuti:

Il Congresso di Vienna, tenutosi tra il 1814 e il 1815, aveva il compito di ristabilire l’ordine europeo dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo.

Dopo gli sconvolgimenti politici e territoriali in tutta Europa durante l’era napoleonica, e con Napoleone finalmente sconfitto, era tempo di ripristinare le vecchie monarchie al potere. Le potenze europee vittoriose dovevano ristabilire la mappa politica, eliminare tutte le tracce delle rivoluzioni liberali che avevano avuto luogo nei decenni precedenti e fare tutto il possibile per assicurarsi che non si ripetessero in futuro.

Il Congresso di Vienna fu la conferenza tra gli ambasciatori delle maggiori potenze d’Europa e fu presieduto dallo statista austriaco Klemens Wenzel von Metternich. Il Congresso si riunì nel castello di Schoenbrun tra il 1° ottobre 1814 e il 9 giugno 1815.

Il Congresso di Vienna e la Santa Alleanza: la nuova mappa geopolitica dell’Europa e la Restaurazione Assolutista

Dopo la sconfitta di Napoleone, le potenze europee cercarono di ristabilire il passato: la monarchia assoluta e la società dei ceti. Dopo i disordini della Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, l’ordine politico e sociale precedente doveva essere ricostruito, un ritorno al vecchio ordine europeo.

Il Congresso di Vienna fu un tentativo delle monarchie assolutiste di tornare all’epoca pre-rivoluzionaria e stabilire un ordine “stabile” nei loro interessi che avrebbe arginato la marea delle rivoluzioni liberali. L’era della Restaurazione, tra il 1815 e il 1848, era basata sui seguenti principi:

  • Ripristino della vecchia legittimità monarchica. Monarchia basata sulla tradizione, che si opponeva all’idea di Nazione come volontà del popolo;
  • Un ritorno al governo assolutista. Ripristino dei vecchi poteri in cui il monarca e il suo governo non condividevano la sovranità con i parlamenti;
  • Schema della società censuale. Società basata sul privilegio, non sull’uguaglianza. L’appartenenza a una certa classe.

Il ristabilimento del vecchio ordine ricercato dalle monarchie era impossibile. Il passato rivoluzionario ha lasciato tracce profonde in Europa. Non tutta l’Europa si è comportata allo stesso modo. C’erano paesi in cui il ristabilimento del vecchio ordine era impossibile, e un po’ più facile in altri.

Il Congresso di Vienna (1814-1815)

Il Congresso di Vienna (1814-1815) fu il più grande incontro diplomatico mai tenuto in Europa. La leadership del Congresso cadde sulle quattro potenze che avevano sconfitto Napoleone: Gran Bretagna, Impero austriaco, Russia e Prussia.

I partecipanti al Congresso

Congreso de Viena
Partecipanti: 1. Arthur Wellesley, 1° duca di Wellington 2. Joaquim Lobo Silveira, 7° conte di Oriola 3. António de Saldanha da Gama, conte di Porto Santo 4. Conte Carl Löwenhielm 5. Jean-Louis-Paul-François, 5° duca di Noailles 6. Klemens Wenzel, principe von Metternich 7. André Dupin 8. Conte Karl Robert Nesselrode 9. Pedro de Sousa Holstein, 1° conte di Palmela 10. Robert Stewart, visconte Castlereagh 11. Barone Johann von Wessenberg 13. Principe Andrey Kirillovich Razumovsky 14. Charles Stewart, 1° Barone Stewart 15. Richard Le Poer Trench, 2° conte di Clancarty 17. Wacken (registratore) 18. Friedrich von Gentz (segretario del Congresso) 19. Barone Wilhelm von Humboldt 20. William Cathcart, 1° conte Cathcart 21. Principe Karl August von Hardenberg 22. Charles Maurice de Talleyrand-Périgord 23. Conte Gustav Ernst von Stackelberg

I principali partecipanti erano:

  • L’Austria era rappresentata dal principe von Metternich, il ministro degli esteri, e dal suo vice, il barone Johann von Wessenberg. Mentre le sessioni del Congresso si riunivano a Vienna, l’imperatore Francesco I era regolarmente informato;
  • La Gran Bretagna fu rappresentata prima dal suo ministro degli esteri, il visconte Castlereagh, poi dal duca di Wellington;
  • La Russia era rappresentata dallo zar Alessandro I, anche se la delegazione era formalmente guidata dal ministro degli affari esteri, il conte Karl Robert Nesselrode. Lo zar aveva due obiettivi principali: ottenere il controllo della Polonia e promuovere la coesistenza pacifica delle nazioni europee;
  • La Prussia era rappresentata dal principe Karl August von Hardenberg, il cancelliere, e dal diplomatico Wilhelm von Humboldt. Anche il re Federico Guglielmo III andò a Vienna, anche se giocò il suo ruolo dietro le quinte;
  • La Francia, la “quinta” potenza, era rappresentata dal suo ministro degli esteri, Charles Maurice de Talleyrand. Talleyrand aveva già negoziato il trattato di Parigi (1814) per conto di Luigi XVIII di Francia.

Il Congresso iniziò nel maggio 1814. Fu interrotto fino al giugno 1815 (ritorno di Napoleone in Francia durante i “100 giorni”). Si concluse nel novembre 1815, con il trattato più rigoroso possibile nei confronti della Francia.

Problemi da risolvere nella Restaurazione

  • Imperialismo francese: l’espansione della Francia doveva essere impedita ancora una volta. Il cosiddetto “pericolo francese”.
  • Si dovevano evitare nuove guerre e rivolte politiche liberali o contadine.
  • I governanti e le frontiere precedenti alla Rivoluzione francese, che erano stati cambiati da Napoleone, dovevano essere riaffermati.
  • Trovare una soluzione ai conflitti: problemi territoriali tra Russia e Polonia (grande timore per un intervento da parte della Russia).
  • Neutralizzare l’opinione popolare e i disordini popolari.

Principi che ispirarono i dibattiti al Congresso di Vienna

  • Istituzione di misure tradizionali (su basi sia tradizionali che moderne).
  • Restaurazione e legittimazione dei principi dell’Ancien Régime.
  • Stabilire nuovi accordi che garantiscano la pace e la sicurezza europea.
  • Equilibrio delle forze in campo, attraverso ricompense territoriali.
  • Rispetto degli accordi con la Francia. La Francia sarà “cinturata” per contenerla e impedire qualsiasi tentativo espansionistico.

Accordi territoriali

A est della Francia venne stabilito:

Ritorno alle frontiere del 1792-1790. La Francia è costretta a tornare alle frontiere che aveva nel 1790;
Creazione di “stati cuscinetto”, o di un “cordone sanitario”, per bloccare le frontiere della Francia.

Nell’Europa centrale:

  • L’Impero austriaco aumenta il suo controllo sulla penisola italiana settentrionale;
  • Creazione della Confederazione germanica, che sostituisce la Confederazione del Reno;
  • La Prussia prende il controllo dei territori del Reno (riva sinistra): Renania, Palatinato….;
  • La Russia esercita il suo dominio sulla Polonia.

L’istituzione della Santa Alleanza

Uno degli accordi fondamentali del Congresso di Vienna fu l’istituzione del “principio dell’intervento militare”. Era un accordo per l’aiuto reciproco tra gli stati in qualsiasi occasione e in qualsiasi luogo: prevedeva l’intervento militare nel caso in cui uno dei firmatari fosse minacciato da una rivoluzione liberale.

Questa “Santa Alleanza” era incaricata di restaurare l’assolutismo con la forza ovunque fosse necessario. Fu firmato nel 1815 da tre potenze: Austria, Prussia e Russia, a cui si unirono in seguito la maggior parte degli stati europei tranne l’Impero Ottomano, lo Stato Pontificio e il Regno Unito.

Nell’accordo del 1815 tra le quattro grandi potenze riunite a Vienna, tutte si impegnarono ad agire congiuntamente contro qualsiasi tentativo francese di estendere i loro confini.

La nuova mappa geopolitica dell’Europa

Mapa Europa 1815
La nuova mappa politica dell’Europa nel 1815 dopo il Congresso di Vienna

La nuova mappa politica dell’Europa che emerse dal Congresso di Vienna nel 1815 aveva come punti principali:

  • Francia: doveva tornare alle sue frontiere del 1790;
  • Russia: ha riconquistato territori polacchi (Ducato di Varsavia), Romania, Ucraina, Moldavia…;
  • Prussia: a est guadagnò territori polacchi (parte della Sassonia) e a ovest, Colonia, Bonn…;
  • Austria: a est ha riconquistato i Carpazi settentrionali, la Lombardia e il Veneto. I Paesi Bassi austriaci li avevano persi. L’Italia divenne un possedimento predominante dell’Austria;
  • Regno Unito: pochi cambiamenti ma strategici: guadagnare isole in tutti gli oceani del mondo: Helgoland, Malta, Isole Ionie, Colonia del Capo di Buona Speranza, Isola di Ascensione, Mauritius, Trinidad, Tobago e Santa Lucia, tra gli altri;
  • Ripristino delle divisioni dei territori tedeschi e italiani.

La nuova Confederazione tedesca:

Unione di stati federali. Viene istituita una Dieta sotto la presidenza austriaca. I singoli stati dovevano inviare dei delegati. La Dieta era un’assemblea permanente a Francoforte. Ogni stato ha mantenuto la sua indipendenza negli affari interni. La guerra tra gli stati della Confederazione era proibita. Era necessario il consenso di tutti gli stati per dichiarare guerra a un paese terzo. Durò fino al 1866, quando fu dissolta. Fu in questo periodo che fu creata la Confederazione Tedesca del Nord, creata da Bismarck, un passo significativo e necessario verso la futura unificazione tedesca.


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